Dott. Francesco Carrozza
Dall’analisi dei dati dei registri tumori (I Numeri del Cancro 2024 e 2025- AIRTUM) si ritiene che le nuove diagnosi di neoplasie della tiroide siano stati circa 3.056 casi l’anno negli uomini e circa 8.322 casi nelle donne per un totale di circa 11.378 l’anno, collocandosi al 10° posto del ranking dei nuovi casi diagnosticati.

Andamento epidemiologico (ultimi 5 anni)
- Incidenza in aumento L’Italia continua a registrare un tasso di incidenza del carcinoma tiroideo più alto rispetto alla media europea, come confermato dal report ITCO 2025 (ITCO – Italian Thyroid Observaory Foundation; report 2025). L’aumento è attribuito in larga parte alla sovradiagnosi, cioè all’identificazione di microcarcinomi clinicamente poco rilevanti grazie all’uso esteso dell’ecografia.
- Mortalità stabile e molto contenuta Nonostante l’elevata incidenza, la mortalità rimane bassa e stabile, coerente con la natura generalmente indolente della maggior parte dei carcinomi tiroidei differenziati.
- Sopravvivenza elevata I dati nazionali confermano una sopravvivenza molto alta, in linea con i trend storici riportati nei rapporti periodici su “I numeri del cancro in Italia”.
Fattori che influenzano i trend
- Sovradiagnosi come elemento chiave L’aumento dei casi è spiegato soprattutto dall’identificazione di noduli molto piccoli, spesso non destinati a diventare clinicamente significativi. Questo fenomeno è al centro del dibattito clinico e istituzionale.
- L’incidenza dei noduli tiroidei nella popolazione adulta è in progressivo aumento negli ultimi decenni. Il 5-15% di tutti i noduli tiroidei è maligno, con percentuali variabili in base a fattori etnici e ambientali (carenza di iodio, esposizione a radiazioni, malattie metaboliche, alcol e fumo). L’ aumento dell’incidenza di malattie nodulari della tiroide si traduce in un aumento della diagnosi di cancro alla tiroide.
- Miglioramento dei sistemi di registrazione L’integrazione dei dati tra registri tumori, ISS e reti come ITCO ha migliorato la capacità di monitorare l’andamento epidemiologico.
Considerazioni attuali
- L’Italia si trova in una fase di riflessione sulle strategie diagnostiche, per evitare eccessi di trattamenti non necessari.
- Le istituzioni e i centri clinici stanno lavorando per armonizzare i dati, migliorare la qualità delle diagnosi e promuovere un uso più appropriato dell’ecografia tiroidea.
Confronto regionale: tumori della tiroide
Se si volesse fare un confronto regionale (Incidenza, mortalità, caratteristiche dei casi, dinamiche organizzative) sui tumori della tiroide potremmo vedere come in:
🟦 Veneto
- Incidenza: tra le più alte del Paese, in linea con il trend nazionale di sovradiagnosi.
- Profilo dei casi: forte prevalenza di microcarcinomi papillari, spesso diagnosticati incidentalmente.
- Mortalità: molto bassa e stabile.
- Fattori strutturali:
- rete endocrino‑chirurgica ampia e molto attiva;
- elevato uso dell’ecografia territoriale;
- buona qualità dei registri tumori (copertura storicamente solida).
- Implicazione: l’elevata incidenza riflette soprattutto la capacità diagnostica, non un reale aumento del rischio.
🟥 Emilia‑Romagna
- Incidenza: alta, ma leggermente inferiore al Veneto; andamento comunque crescente negli ultimi anni.
- Profilo dei casi: prevalenza di carcinomi differenziati a basso rischio, con buona aderenza alle linee guida.
- Mortalità: molto bassa, in linea con la media nazionale.
- Fattori strutturali:
- rete oncologica e registri tumori tra i più robusti d’Italia;
- forte integrazione ospedale‑territorio;
- uso appropriato dell’ecografia, con attenzione crescente al tema della sovradiagnosi.
- Implicazione: regione con ottima qualità dei dati e tendenza a un approccio più selettivo alla diagnosi.
🟨 Molise
- Incidenza: più bassa rispetto a Veneto ed Emilia‑Romagna; valori più vicini alla media nazionale “reale” quando si corregge per sovradiagnosi.
- Profilo dei casi: minore quota di microcarcinomi diagnosticati incidentalmente.
- Mortalità: stabile e molto bassa, come nel resto del Paese.
- Fattori strutturali:
- rete diagnostica meno estesa;
- minore disponibilità di ecografie tiroidee “opportunistiche”;
- registri tumori con copertura storicamente più limitata, anche se in miglioramento.
- Implicazione: l’incidenza più bassa riflette soprattutto minore pressione diagnostica, non necessariamente un rischio inferiore.
Sintesi comparativa
| Regione | Incidenza | Mortalità | Sovradiagnosi | Qualità dati | Note |
| Veneto | Alta | Molto bassa | Molto elevata | Alta | Forte capacità diagnostica, molti microcarcinomi |
| Emilia‑Romagna | Alta | Molto bassa | Elevata ma più controllata | Molto alta | Approccio più selettivo alla diagnosi |
| Molise | Media‑bassa | Molto bassa | Limitata | In crescita | Incidenza più “reale”, meno microcarcinomi |
Nella regione Molise i numeri d’incidenza sono ovviamente bassi ma nell’ambito del ranking dei tumori diagnosticati in regione si collocano al 7° posto dopo colon, mammella, prostata, polmone, vescica, stomaco (Registro Tumori Regione Molise- Rapporto 2024 – https://www.regione.molise.it Area tematica Sanità e Salute, Registro dei Tumori), con una prevalenza nel sesso femminile soprattutto fra i 20 e i 34 anni e fra i 35 e 59 anni.

E’ da sottolineare che l’incidenza, come viene rimarcato, è più “reale” rispetto a regioni di riferimento come Veneto ed Emilia Romagna poiché è ridotta la sovradiagnosi e, quindi, si osservano meno microcarcinoma. Per contro, fatte le debite eccezioni determinate da specifiche tipologie di neoplasie, la mortalità è risulta molto bassa al pari di quella osservata nel resto dell’Italia.